Lo Stato dell’arte. Fascismo e legittimazione culturale

Monica Cioli, David Rifkind

Abstract


Abbiamo rivolto una serie di domande a Monica Cioli e David Rifkind autori di due importanti volumi sul modo in cui rispettivamente l’arte e l’architettura hanno assunto uno specifico significato politico sotto il fascismo. Ne è uscito un dialogo che mostra come il rapporto tra fascismo e arte non è caratterizzato da una mera appropriazione o da uno sfruttamento reciprocamente funzionale tra artista o architetto e regime fascista. L’arte prepara un’appropriazione specifica della tecnica e introduce all’antropologia politica dell’uomo fascista. Allo stesso modo l’architettura appronta un ordinamento degli spazi urbani coerente e necessaria per la gerarchia dell’ordine della società corporata.

Parole chiave


Fascismo; arti figurative; architettura; Stato; corporativismo

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DOI: 10.6092/issn.1825-9618/3898

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Copyright (c) 2013 Monica Cioli, David Rifkind

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