Scandalum acceptum e scandalum datum: il non-intervenzionismo di Kant nel quinto articolo preliminare della Pace perpetua

Maria Chiara Pievatolo

Abstract


È giusto fare la guerra per esportare la democrazia, o, come avrebbe detto Kant, interferire con la forza nella costituzione e nel governo di un altro Stato con lo scopo di trasformarlo in una repubblica? La risposta di Kant, contenuta nel quinto articolo preliminare alla Pace Perpetua, inclina verso il non-interventismo: una cattiva costituzione non può mai legittimare una guerra, perché ciò può fornire le basi per uno scandalum acceptum. Per comprendere il significato di scandalum acceptum dobbiamo pensare che il termine proviene dalla teologia morale, che dobbiamo tradurre nel linguaggio del diritto internazionale. Com’era chiaro ai contemporanei di Kant, lo scandalo è il peccato di pubblicizzare un comportamento peccaminoso: ma è scandalum acceptum solo se l’atto che ispira altri a peccare è stato compiuto senza l’intenzione di dare il cattivo esempio. Una costituzione imperfetta può essere solo l’occasione per uno scandalum acceptum, perché l’influenza del suo potere legale non si estende oltre i limiti dello Stato. Se una nazione sceglie di imitare la costituzione sbagliata di un altro Stato, la sua scelta, in quanto materia del diritto costituzionale interno, dipende solo dalla sua sovranità. D’altra parte, fare la guerra contro uno Stato a causa della sua costituzione imperfetta è una specie peggiore di scandalo, lo scandalum datum, perché sottintende un principio di diritto internazionale di sovranità limitata secondo il quale ogni Stato ha il diritto di assalire un altro Stato a causa della sua costituzione.

Parole chiave


Pace; guerra; costituzione; scandalo; diritto internazionale

Full Text

PDF (English)


DOI: 10.6092/issn.1825-9618/3896

Refback

  • Non ci sono refbacks, per ora.


Copyright (c) 2013 Maria Chiara Pievatolo

Creative Commons License
Quest'opera è rilasciata con una licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.