Vim suam in alium transferre naturali modo nemo potest. Potere e diritto, democrazia e anarchia nel De Cive di Hobbes

Autori

  • Francesco Toto Università di Roma Tre

DOI:

https://doi.org/10.6092/issn.1825-9618/9618

Parole chiave:

Hobbes, Potere, Diritto, Democrazia, Anarchia

Abstract

Il presente articolo si concentra sugli interrogativi lasciati aperti dall'impossibilità di un trasferimento “naturale” delle forze dagli individui allo Stato. In questo senso, esso mostra come il discorso hobbesiano si articoli su almeno due livelli: uno dominante, che vede la forza o potenza come una conseguenza del diritto, e uno più defilato, quasi rimosso, che vede invece il diritto come una conseguenza di forza o potenza. Attraverso questo percorso esso mira a chiarire in che senso ed entro quali limiti la democrazia possa rappresentare, se non l’orizzonte ultimo della politica hobbesiana, almeno il rimosso che ne struttura invisibilmente il discorso.

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Pubblicato

2019-07-01

Come citare

Toto, F. (2019). Vim suam in alium transferre naturali modo nemo potest. Potere e diritto, democrazia e anarchia nel De Cive di Hobbes. Scienza & Politica. Per Una Storia Delle Dottrine, 31(60). https://doi.org/10.6092/issn.1825-9618/9618

Fascicolo

Sezione

Hobbes e il potere. Dalla fisica alla teologia, dalla teoria delle passioni alla politica