La ricostituzione immaginaria della società: Ruth Levitas e l’utopia come teoria sociale

Francesca Pannozzo

Abstract


Il saggio intende presentare la proposta della sociologa britannica Ruth Levitas in merito alla spinosa questione dell’assenza di consenso attorno alla definizione del concetto di utopia, una questione che nell’ottica di Levitas si traduce in una confusione terminologica generalizzata e nel rischio onnipresente di selezione arbitraria del materiale. In seguito a un’analisi accurata dei principali approcci teorici ed epistemologici sul tema, Levitas suggerisce una definizione inclusiva che permetta di valicare i confini imposti dalle determinazioni «restrittive», con lo scopo di creare un maggiore grado di accordo in merito a ciò che può essere incluso nel concetto di "utopia". Definizioni troppo «limitative» avrebbero invece portato a conclusioni fuorvianti sul destino e la funzione del genere utopico, tra cui la diffusa convinzione che l’utopia sia in declino o, ancor peggio, definitivamente scomparsa. Infine, Levitas suggerisce una «sociologia dell’utopia» attraverso un’analisi delle correlazioni tra i due saperi, correlazioni che per decenni sono state, a suo modo di vedere, represse.


Parole chiave


Utopia; Levitas; Teoria sociale; Desiderio; Kumar

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DOI: 10.6092/issn.1825-9618/7101

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