Perché l’utopia è morta. Introduzione blochiana alla fine di una finzione

Gianluca Bonaiuti

Abstract


Il saggio intende presentare una rilettura epistemica del concetto di utopia. Da tempo condannato come forma patologica dell’intelligenza politica oppure ridotto allo statuto di genere letterario, tale concetto risulta invece utile per discutere i confini della semantica politica moderna e porre così questioni rilevanti per la teoria politica contemporanea. Il concetto blochiano di utopia costituisce l’occasione per rimettere in discussione i significati ambigui del termine e introdurre, al contempo, alcune interpretazioni filosofiche del tema. Letto alla luce di una definizione di Blumenberg e della teoria di Bloch dei gradi della possibilità, esso permette di esplicitare come il problema della fine dell’utopia emerga quando una forma di cognizione soggettiva tesa a soddisfare le aspettative progressiste delle società democratiche complesse viene meno, soprattutto nel momento in cui è alle prese con quote esorbitanti di contingenza. In questo modo l’utopia manifesta tutta la propria ambivalenza nel sagomare alcuni aspetti della ragione politica contemporanea.

 


Parole chiave


Utopia, Bloch; Finzione; Contingenza; Blumenberg

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DOI: 10.6092/issn.1825-9618/7099

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