Democrazia sul confine. Libertà di movimento e sovranità popolare

Edoardo Greblo

Abstract


L’idea che la sovranità dello Stato-nazione sia crollata sotto il peso della globalizzazione e sia ormai un guscio vuoto è da tempo una convinzione radicata nelle scienze politiche e sociali, che parlano apertamente di un’epoca di post-sovranità. Tuttavia, la sovranità dello Stato ritrova un ultimo e irrinunciabile baluardo nella difesa e nel controllo dei confini. Ma come stanno le cose quando la sovranità è «popolare»? A quali principi lo Stato democratico di diritto può richiamarsi per praticare una politica dell’immigrazione che chiude unilateralmente la società agli stranieri? La tesi proposta nell’articolo sostiene che la teoria democratica non contempla affatto, in proposito, alcuna facoltà discrezionale. Se «il popolo è un’aspirazione, non un dato di fatto», come sostiene Benhabib, il regime di controllo dei confini, per essere democraticamente legittimo, dovrebbe prendere in considerazione sia la prospettiva degli insider, sia quella degli outsider.

Parole chiave


Democrazia; Confini; Sovranità; Popolo; Coercizione

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DOI: 10.6092/issn.1825-9618/5283

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