«I speak generally of Law». Legge, leggi e corti nel Dialogue di Thomas Hobbes

Mario Piccinini

Abstract


Analizzando il Dialogue between a Philosopher and a Student of the Common Laws of England di Thomas Hobbes, il saggio ricostruisce la tradizione storiografica e i motivi della sua secolare sottovalutazione. Il testo hobbesiano viene collocato all'interno della storia del diritto inglese e delle polemiche che hanno accompagnato e seguito la rivoluzione del 1640. Esso viene poi confrontato con le opere politiche di Hobbes, mostrando come il silenzio della legge» sostituisce progressivamente lo stato di natura quale immagine della morte possibile del Commonwealth. Il Dialogue dimostra così di essere una decisa presa di posizione a favore della capacità uguale e universale di comprendere cosa è la legge. Quest'ultima risulta così dalla volontà di un sovrano che è però l'istituzionalizzazione dell'autorizzazione degli individui che lo costituiscono.

Parole chiave


Hobbes; Common Law; Storia del diritto inglese; Commonwealth; Natura della legge

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DOI: 10.6092/issn.1825-9618/4632

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