La politica fuori dalla storia della politica

Diana Sartori

Abstract


L’approccio di Wendy Brown in La politica fuori dalla storia è caratterizzato dallo sforzo di pensare il peso del passato nel presente. Questo sforzo può essere letto non solo attraverso l’esplicita eredità di Nietzsche, ma anche attraverso un confronto con Hannah Arendt e la sua concezione della lacuna tra il passato e il futuro. Come Arendt, Brown cerca di considerare il presente come il luogo dell’azione politica e della libertà, ma mentre la prima pensa la rottura con la tradizione come un punto di partenza inevitabile, la seconda ritiene che quella rottura non si sia pienamente compiuta, perché non viene riconosciuta. Perciò, essa produce attaccamenti feriti il cui effetto è quello di limitare le possibilità della critica di sinistra. Muovendo da questo parallelo Brown viene letta accanto alla filosofia della differenza sessuale italiana, per mostrare il loro comune interesse a pensare la libertà al di là di un’identità femminile basata su di una presunta comune oppressione.

Parole chiave


Brown; Arendt; libertà; attaccamenti feriti; differenza sessuale

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DOI: 10.6092/issn.1825-9618/3199

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