Vendicare o punire. Giustizia, ira e indignazione in Thomas Hobbes
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.1825-9618/25976Parole chiave:
Hobbes, Indignazione, Passioni reattive, Filosofia politicaAbstract
Questo articolo propone una periodizzazione della riflessione hobbesiana su vendetta, ira e indignazione, dagli Elements of Law, attraverso il De Cive, fino al Leviathan. Se negli Elements l’indignazione è un dolore comparativo per la prosperità di quanti sono ritenuti indegni, la cui attivazione politica dipende dall’amplificazione retorica, nel Leviathan essa diviene una forma di ira attivata dalla speranza di resistere. Assumendo una struttura triadica, l’indignazione converte il danno altrui in una causa comune, associando gli spettatori alla vittima e dirigendo l’ostilità non soltanto contro l’autore dell’ingiustizia, ma anche contro il potere che appare proteggerlo, fino a minare la pace civile. Questa traiettoria interseca il problema hobbesiano dell’ordine: la sovranità cerca di stabilizzare le passioni sottraendo la risposta all’offesa alla ricorsività della vendetta e concentrandola nel potere sovrano di punire; l’indignazione, tuttavia, reintroduce la contingenza nell’orizzonte pattizio e rivela l’instabilità strutturale dell’ordine sovrano.
Downloads
Pubblicato
Come citare
Fascicolo
Sezione
Licenza
Copyright (c) 2026 Emma Barettoni

Questo lavoro è fornito con la licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.